Il primo ministro polacco Donald Tusk ha annunciato ieri la preparazione di adeguate regolamentazioni giuridiche sulla trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Tuttavia, in linea con la condizione posta dal PSL, queste norme non daranno la possibilità di adottare bambini.
Prima della riunione del governo di martedì 12 maggio, Donald Tusk ha inoltre assicurato che la Polonia rispetterà sia il diritto dei tribunali europei sia le sentenze dei tribunali nazionali.
“È arrivato il momento di prendere una decisione sulla trascrizione. Si tratta della situazione delle coppie dello stesso sesso che hanno contratto matrimonio fuori dalla Polonia. È una questione di stato di diritto, ma soprattutto di dignità”, ha dichiarato il capo del governo.
“Ci siamo impegnati – e vigilerò personalmente su questo – a rispettare le sentenze sia dei tribunali europei sia dei tribunali polacchi. Prima di tutto, dunque, è una questione di legalità”, ha sottolineato.
Si tratta di una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea, che ha stabilito che uno Stato membro deve riconoscere i matrimoni tra due persone dello stesso sesso se legalmente celebrati in un altro paese dell’Unione.
Il premier ha contemporaneamente incaricato il ministro della Digitalizzazione, il vicepremier Krzysztof Gawkowski, e il ministro dell’Interno Marcin Kierwiński di preparare un progetto di regolamento sulla trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero.
È tempo di rapide soluzioni legislative
Donald Tusk ha inoltre chiesto scusa a tutti coloro che per anni si sono sentiti respinti o umiliati. “Lo Stato, per molti anni, qui ha fallito”, ha ammesso, esprimendo la speranza che ora si riescano rapidamente a trovare “le necessarie soluzioni in Parlamento”.
Il premier ha però precisato – “per porre fine a ogni speculazione” – che sia la decisione di emanare il regolamento sia i futuri lavori legislativi e la logica del diritto polacco attualmente vigente non porteranno alla possibilità di adottare bambini.
“Ci aspetta un dibattito acceso, quindi vorrei sottolineare ancora una volta con forza che, sia in questo dibattito sia nelle discussioni e nelle decisioni, bisogna sempre ricordarsi della persona e della sua dignità. Nessuno e nessuna circostanza ci esonerano da questo dovere”, ha affermato Tusk.
Ha inoltre invitato i parlamentari a procedere rapidamente con gli atti legislativi. I lavori parlamentari sul progetto di legge dovrebbero iniziare il prima possibile.
I polacchi sono chiaramente divisi sulla questione delle unioni tra persone dello stesso sesso, e le loro opinioni derivano da tradizioni, fede e convinzioni politiche. Tuttavia, secondo il capo del governo, “su una questione non possiamo dividerci”.
“Si tratta della dignità umana, del diritto alla felicità e del diritto a essere trattati in modo uguale dallo Stato. Ed è in questi termini che chiedo a tutti – sia qui sia nel Sejm – di rispettare la dignità di ogni essere umano”, ha dichiarato Tusk prima della riunione del governo di martedì.
L’ufficio di stato civile trascriverà i matrimoni tra persone dello stesso sesso
Poco dopo il discorso di Tusk, il sindaco della capitale Rafał Trzaskowski ha annunciato che l’ufficio di stato civile di Varsavia “nei prossimi giorni procederà alla trascrizione degli atti di matrimonio di coppie dello stesso sesso nei casi in cui i tribunali abbiano già emesso sentenze”.
“Allo stesso tempo ho deciso che, sulla base delle suddette decisioni giudiziarie – e dunque alla luce della giurisprudenza che si sta formando – in un passaggio successivo l’ufficio di stato civile procederà alla trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso con cittadinanza polacca celebrati nel territorio degli Stati membri dell’Unione europea, qualora tali persone presentino o presenteranno richiesta all’USC”, ha aggiunto Trzaskowski.
Diritti LGBT+: la Polonia terzultima tra i Paesi dell’Unione
Forse le soluzioni annunciate cambieranno già il prossimo anno la posizione della Polonia nella classifica annuale di ILGA-Europe, che valuta la situazione giuridica e politica delle persone LGBT+ in 49 Paesi europei. Per ora, però, secondo questa graduatoria, la Polonia si trova ancora una volta tra i Paesi con i peggiori risultati.
Varsavia non ha ottenuto alcun punto in tre categorie: famiglia, contrasto ai crimini d’odio e protezione dell’integrità fisica delle persone intersessuali. Con un punteggio del 22%, la Polonia supera nell’Unione europea soltanto Bulgaria e Romania. I peggiori risultati dell’intera classifica appartengono a Turchia, Azerbaigian e Russia.
La Spagna ha conquistato per la prima volta il primo posto grazie all’attuazione di nuove leggi e alla creazione di un organismo indipendente per la parità di trattamento. Malta è scesa al secondo posto, cosa spiegata con la mancanza di ulteriori riforme. Islanda ha mantenuto il terzo posto, confermando il proprio impegno a favore dell’uguaglianza.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

